Ho deciso di farmi conoscere attraverso i miei frammenti, in fondo ho già ammesso di essere una persona rotta.
Uno dei problemi fondamentali di me che mi ha sempre perseguitato e che ho affrontato come affronto sempre le cose, sbagliando e sbagliando ancora cercando di rimediare è il mio peso.
fino in 5 elementare ero una bambina come tutte le altre: solare, simpatica, espansiva, con una cascata di riccioli biondi in contrasto con gli occhi marroni. Sono sempre stata la cocca di mio babbo (anche mio fratello lo era) ma andiamo io ero un piccolo diavoletto con le fattezze di un angelo. In 5 elementare qualcosa cambiò, il mio fisico asciutto improvvisamente si trasformò, le mie bellissime ossa furono coperte da strati e strati di grasso che non sembravano non volersene andare; mia madre da la colpa al fatto che in quel periodo io e mio fratello avevamo iniziato a mangiare i kellogg's coco pops. ho sempre sofferto di mal d'auto e per andare a scuola prendevo il pulmino quindi non facevo mai colazione, usavo i kellogg's come merenda tornata a casa e ne mangiavo una tazza enorme anche dopo cena, probabilmente mia madre ha ragione, l'abuso di quei cosi insieme alle merendine mi hanno fornito un apporto calorico elevato e mi hanno fatto ingrassare.
Ho quindi iniziato le medie con troppi kg addosso, ero una di quelle persone disilluse che amano e accettano tutti indistintamente, non vedevo nel mio peso un problema a quel tempo, ma ben presto mi fu chiaro che essere grassi non era permesso. Mio fratello due anni più grande di me iniziò a prendermi in giro per il mio peso "Coccomero con le braccia" "mangia mangia che poi si gioca a palla" "faccio prima a saltarti che a girarti attorno" queste erano le frasi che mi rivolgeva più volte e che a distanza di quasi quindici anni ricordo ancora e bruciano dentro di me come se fossero state marchiate a fuoco, mia madre in tutto ciò faceva quello che una persona non dovrebbe mai fare, soprattutto in casi di "bullismo" perchè si anche questo è bullismo, mia madre RIDEVA, inpossibile direte: una madre non può ridere quando sua figlia viene mortificata in quel modo dal fratello e invece era così e ancora oggi, se mio fratello mi offende lei ride, come se le parole che lui dice non mi ferissero, come se quelle cose non potessero creare problemi ad una bambina di 10 anni.
quando passai in seconda mio fratello passò alle superiori, alle medie ero coccolata dai suoi amici che mi conoscevano dalla materna, non mi sono mai vantata di conoscerli, non ho mai fatto nulla per mostrarmi migliore solo perchè mio fratello era uno conosciuto e temuto a scuola, io veneravo semplicemente mio fratello come ogni sorella minore farebbe, ma forse ho infastidito qualcuno, perchè quell'anno la situazione peggiorò, prendendo una piega orrenda. Nell'estate tra la seconda e la teza media iniziai a ricevere telefonate anonime con persone che mimavano un rapporto sessuale, li per li non ci diedi peso poteva essere "divertente" in quanto a fare quelle telefonate era il ragazzo che mi piaceva, quando lo sbombai apertamente: "T smattila. lo so che sei te, riconosco la voce abbiamo parlato per ore al telefono" di sottofondo si sentivano persone che ridevano, dopo qualche telefonata partirono anche i messaggi: "nana obesa" "grassona" "cicciona" "puttana grassona" le offese arrivavano da numeri che non conoscevo, da persone che non mi conoscevano. Nonostante tutte le offese che stavo ricevendo l'unica cosa che riuscivo a fare era mangiare, abbuffarmi come quell'elefante che sono, tutta la mia frustrazione e il mio dolore si era riversato sul cibo, da esso cercavo di trarne piacere e conforto. verso la fine dell'estate mi arrivò un messaggio di T:"chiamami voglio chiederti scusa" un po' per ripicca un po' perchè volevo tirarmela gli risposi:"se vuoi chiedermi scusa devi essere tu a chiamarmi" ma ovviamente non avevo messo in conto che stava per arrivarmi un altro colpo dritto in faccia, non avevo messo in conto nonostante tutto quello che avevo passato che la gente non è cattiva è proprio bastarda, T:"non volevo chiederti scusa, era solo un modo per offenderti ancora" BOM! dritto in faccia un colpo di mazza chiodata, stordita dolorante a settembre sono tornata a scuola sostenuta dalla mia migliore amica che sapeva tutto. seduti al banco io vicino al muro, lei accanto a me, con il corridoio tra i banca a dividerci, un altro compagno e poi lui T. "T:Canary... Canary.. Canary. A:ti sta chiamando.... io:non mi interessa...". Non volevo ascoltarlo, non volevo sapere niente, ci avevo già creduto una volta e non avrei rifatto ancora quello stesso sbaglio, ma dopo un po' il mio sangue freddo andò a farsi benedire mi voltai infastidita "io:Cosa? T:Volevo chiederti scusa...". Ero sbigottita, completamente senza parole, ma una cosa che ho sempre avuto era la risposta pronta "Io:Non mi interessa." credo che non si aspettasse quella risposta perchè ora quello sorpreso era lui, credo che pensasse che io lo avrei perdonato o almeno avrei accettato le sue scuse, ma non fu così, mi aveva fatto troppo male, avrei potuto accettarle prima di quel messaggio, ma si è stupidi una volta alla seconda non ci si casca più. "T:Eddai scusami Io:cos'è un modo per offendermi ancora?" e ancora una volta vidi la sorpresa nel suo viso, non si aspettava che gli rigirassi la frase che lui mi aveva propinato solo qualche settimana prima. il suo compagno di banco ci guardava come si guarda una partita di tennis, spostava la testa da una parte all'altra cercando di capire cosa stesse succedendo, la scuola era iniziata da due minuti e li c'era già aria di tempesta, il ragazzo continuava a chiedere a T cosa fosse successo, ma T lo liquidava con un semplice "lascia stare". in quel momento ho capito che non tutti in classe erano al corrente di quello che era successo, che le risate di sottofondo non erano di tutti i componenti della classe, li mischiati insieme c'erano innocenti e colpevoli e io non sapevo distinguerli e l'unica cosa che potessi fare era tagliarli fuori tutti, migliore amica esclusa. "T:eddai gattina perdonami" Gattina si sparse a macchia d'olio per tutta la classe e mi ritrovai con quel soprannome che io ho odiato con tutto il cuore, un nomignolo così carino e dolce si era legato ad un ricordo amoro e doloroso. Ancora una volta ho trovato nel cibo l'unica consolazione.
con l'inizio delle superiori mi sono riinventata, non c'era nessun fratello maggiore, nessun ex compagni di classe, alle superiori potevo mostrare una nuova me.
ma ferite come queste non guariscono mai completamente, lasciano il segno e molte volte sono così infette di dolore che si riaprono e sanguinano nel momento che meno te lo aspetti. tutto questo oltre al cibo consolatorio mi ha lasciato una paura, quasi un terrore nelle persone, se un ragazzo si avvicina io alzo un muro e lo respingo con forza, troppo spaventata che tutto possa ripetersi, quando mi capita di incontrare T il mio corpo si congela, la mia mente blocca l'unico pensiero che riesce a formulare è:"SCAPPA".
un frammento del mio passato penso che sia uno dei più importanti, questo è il frammento portante su cui si è formata la mia personalità, il frammento che ha dato vita a Canary.
a breve un nuovo frammento vi sarà rivelato.
buona notte
Canary
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